«Rimodulare il pontificato»: le parole di Parolin, la precisazione e le reazioni
Giovedì l'ipotesi, venerdì il chiarimento: «Mi riferivo ai viaggi». Le critiche e la nostra lettura

Due giorni, una parola. Giovedì Pietro Parolin ha evocato la possibilità che Papa Leone XIV «rimoduli» il suo pontificato; venerdì il Segretario di Stato ha precisato che si riferiva ai viaggi. Ecco i fatti, le reazioni e la nostra lettura.
I fatti
Giovedì 15 ottobre. A margine di un evento all'ambasciata dell'Iraq presso la Santa Sede, Parolin ha risposto ai giornalisti sul futuro del pontificato: «Sono appena due giorni che il Papa è stato ricoverato, non si possono fare previsioni di nessun tipo. Si tratta di vedere adesso quando tornerà, in che situazione tornerà, cosa diranno i medici. E, in base a tutti questi elementi poi il Papa anche rimodulerà il suo pontificato, se sarà necessario rimodularlo» (L'Altravoce). Nella stessa occasione ha detto: «Io continuo ad essere preoccupato, perché mi dispiace veramente enormemente per quanto è successo. Ma mi fido delle notizie che ci hanno dato con i bollettini». Sul viaggio in America Latina aveva aggiunto che «dipenderà da come vanno le cose» (AgenSIR).
Venerdì 16 ottobre. A margine di un evento all'Università Cattolica, poco distante dal Gemelli, Parolin ha chiarito che con «rimodulare il pontificato» intendeva i viaggi: «Per esempio, almeno rispetto a questo prossimo viaggio». Sulle condizioni del Papa: «L'intervento è andato bene, la degenza sembra stia andando bene e la convalescenza pure». Ha detto di non aver ancora visto il Papa e, sull'Angelus, che «non ci sono informazioni precise» (Leggo; ANSA).
Venerdì sera: «segnali positivi». In un successivo scambio con i giornalisti a margine del congresso «Lo splendore dell'umano» alla Cattolica, riferito dal SIR, Parolin ha detto: «I segnali che riscontriamo sono senza dubbio segnali positivi»; «è stato un intervento riuscito» e il decorso della convalescenza è «in perfetta linea con quanto i medici hanno previsto». Alla domanda se il Papa abbia lasciato in via precauzionale una lettera di dimissioni ha risposto: «No, no. Questo no», aggiungendo che «non mi pareva neanche che ci fosse necessità». Le voci di un divieto di volare per mesi sono «chiacchiere per il momento»: i viaggi «dipenderanno da come esce dall'ospedale e da quello che gli prescrivono anche i medici». Il cardinale ha confidato di essere stato all'inizio «un po' preoccupato»: «Adesso mi sento un po' più sereno» (SIR).
Il contesto. Papa Leone XIV è ricoverato al Policlinico Gemelli dopo l'intervento al polmone del 13 ottobre; oggi i medici hanno parlato di «costante miglioramento». La Sala Stampa della Santa Sede ha pubblicato in mattinata l'elenco dei giornalisti ammessi sul volo papale per il viaggio in Uruguay, Argentina e Perù, dal 6 al 17 novembre. Nel pomeriggio Matteo Bruni ha detto ai giornalisti che sulle dimissioni non sono arrivate dai medici comunicazioni «oltre a quella iniziale di circa una settimana».
Le reazioni
- la Repubblica ha titolato giovedì «La preoccupazione di Parolin: “Il pontificato potrebbe mutare”» (la Repubblica).
- Secondo La Voz de Galicia, Francesco Capozza, vaticanista de Il Tempo, ha scritto su Facebook che le parole di Parolin starebbero creando panico e sono «estremamente gravi» (nostra traduzione dallo spagnolo); il quotidiano La Sicilia ha titolato su una possibile ristrutturazione del pontificato (La Voz de Galicia).
- Infovaticana ha scritto che, se l'intento era rassicurare, «il risultato è stato l'opposto», e che la frase ha alimentato le speculazioni che lo stesso Parolin diceva di voler evitare (Infovaticana).
- Di segno diverso il blog The Letters from Leo, che ha letto le parole come la descrizione, nella «cadenza diplomatica» del cardinale, di un riesame naturale delle priorità (The Letters from Leo).
Non abbiamo trovato reazioni ufficiali di altri esponenti della Curia.
La nostra lettura
Quanto segue è l'opinione di Vatican Report.
Le parole di giovedì sono state, per certi aspetti, un buco nell'acqua. Pronunciate per chiedere prudenza, hanno prodotto l'effetto contrario: una parola come «rimodulare», accostata a «pontificato» nei giorni di un ricovero, era destinata a essere letta nel senso più ampio, e così è stato. La precisazione di venerdì riconduce il discorso ai viaggi, e in particolare a quello di novembre; in serata il cardinale ha parlato di «segnali positivi» ed escluso l'esistenza di una lettera di dimissioni precauzionale.
Riconosciuto questo, la critica che ne è seguita ci pare a tratti eccessiva, e difficile da conciliare con lo stile della diplomazia vaticana, che procede per cautele e formule aperte più che per annunci. Parolin ha parlato da diplomatico, mettendo le mani avanti su un'agenda che dipende dai medici. Leggervi il presagio di un pontificato ridimensionato significa attribuire alla frase un peso che il suo autore, per prassi e per mestiere, difficilmente intendeva darle.
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Fonte: Leggo / ANSA

