L'attesa dell'istologico: che cosa sappiamo e che cosa no
Tessuto, linfonodi, profilo molecolare: come funziona l'esame, che cosa dicono i bollettini e le indiscrezioni di stampa

Tre giorni dopo l'intervento al Policlinico Gemelli, l'attenzione si sposta su un esame che non si vede ma che conta: l'istologico definitivo. Ecco che cosa dicono le fonti ufficiali, che cosa è in genere questo esame e che cosa riferisce la stampa.
Che cosa è ufficiale. Il 13 ottobre la Sala Stampa della Santa Sede ha diffuso il bollettino firmato dal dott. Luigi Carbone e dal prof. Stefano Margaritora: «Per rendere l'intervento radicale, è stato asportato il lobo inferiore del polmone destro con tecnica videoassistita. L'esame istologico estemporaneo ha confermato la diagnosi di un adenocarcinoma polmonare, come sospettato dagli esami pre-operatori». L'intervento, di circa 90 minuti, «è riuscito e non ci sono state complicanze» (bollettino). Il 15 ottobre i medici hanno comunicato la «buona ripresa del polmone operato» e un decorso post-operatorio che «procede regolarmente». Sull'esito dell'esame istologico definitivo i bollettini, finora, non hanno detto nulla.
L'esame istologico, in generale. Quanto segue è un'informazione medica generale, non riguarda la situazione clinica del Papa.
- L'esame estemporaneo. Durante l'intervento un frammento di tessuto viene congelato e analizzato in pochi minuti, per orientare il chirurgo. È ciò che il bollettino del 13 ottobre chiama «istologico estemporaneo».
- L'istologico definitivo. Il tessuto asportato viene fissato, incluso in paraffina e studiato al microscopio con colorazioni e, se serve, immunoistochimica: si definiscono tipo di tumore, dimensioni e margini.
- I linfonodi. I linfonodi prelevati durante l'intervento vengono esaminati uno per uno: la loro eventuale positività è decisiva per la stadiazione e per stabilire se servano terapie dopo l'intervento.
- Il profilo molecolare. Nell'adenocarcinoma polmonare le linee guida internazionali raccomandano di cercare alterazioni come EGFR e ALK, oltre all'espressione di PD-L1, spesso con il sequenziamento di nuova generazione (NGS), perché orientano eventuali terapie mirate.
- I tempi. L'immunoistochimica richiede di solito pochi giorni; per i test molecolari le linee guida CAP/IASLC/AMP indicano risultati entro circa 10 giorni lavorativi dal ricevimento del campione, mentre i profili più ampi possono richiedere settimane (CAP/IASLC/AMP; American Cancer Society, Cancer 2023).
Le indiscrezioni (notizie di stampa, non ufficiali).
- Secondo Il Messaggero, il Papa attende i risultati su tessuto, linfonodi e profilo molecolare: per quelli completi serviranno almeno dieci giorni, ma una prima parte potrebbe arrivare tra questo fine settimana e l'inizio della prossima.
- L'oncologo Francesco Schittulli, che non fa parte dell'équipe del Papa, ha detto a Informazione Cattolica: «Il fisico atletico del Papa aiuterà la ripresa».
- L'oncologo Saverio Cinieri, già presidente AIOM, anch'egli esterno all'équipe, a LaPresse il 14 ottobre: «Ora a fare la differenza nel percorso terapeutico sarà l'eventuale interessamento dei linfonodi». Sui viaggi, in termini generali: «Prima di 20 giorni un mese è sconsigliabile un viaggio aereo», aggiungendo che «la decisione spetta a Papa Leone» (LaPresse). Il viaggio apostolico in Uruguay, Argentina e Perù è in programma dal 6 al 17 novembre.
Cosa non sappiamo. Non sappiamo quando arriveranno i risultati definitivi né se e come saranno comunicati. Non conosciamo lo stadio, l'esito dell'esame sui linfonodi né il profilo molecolare. Non sappiamo se saranno necessarie terapie dopo l'intervento, né la data delle dimissioni. Sul viaggio di novembre, il card. Parolin ha detto che si deciderà in base al decorso e al parere dei medici.
In queste ore la Chiesa attende con fiducia e prega. Vatican Report riporterà soltanto ciò che sarà comunicato dalle fonti ufficiali, distinguendolo sempre dalle indiscrezioni.

