Il Papa al telefono con Putin: appello per una tregua a Oleshky
Dopo il precedente del giugno 2025, Leone XIV torna a chiedere a Mosca un gesto umanitario. Le tappe dei rapporti tra Santa Sede e Russia

Papa Leone XIV ha parlato oggi al telefono con Vladimir Putin. Lo ha reso noto la Sala Stampa della Santa Sede. Nel colloquio il Papa ha espresso «profonda preoccupazione per la grave situazione umanitaria nella città di Oleshky, nella regione di Kherson», ha chiesto «una tregua che permetta l'arrivo di aiuti alimentari e medici e l'evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile» e ha ribadito «l'impegno della Santa Sede per il dialogo e la pace».
La notizia è stata diffusa dalla Sala Stampa in un bollettino del tardo pomeriggio.
La conferma di Mosca. Il Cremlino ha confermato la telefonata, secondo l'agenzia russa Interfax. L'agenzia statale russa Sputnik riferisce inoltre che Putin ha augurato al Papa una pronta guarigione dopo l'intervento: il dettaglio viene solo da fonti russe e non compare nella nota vaticana. La telefonata è avvenuta mentre il Papa è ancora ricoverato al Gemelli.
L'iniziativa del Papa. Secondo quanto riferito dal SIR, Parolin ha detto ai giornalisti: «È stato il Santo Padre che ha preso l'iniziativa per perorare la causa di questa città che è assediata». A Oleshky, secondo il cardinale, si trovano circa 2.000 civili che «hanno bisogno di avere dei canali umanitari d'uscita». Sulla risposta di Mosca: «Io spero che di fronte a una richiesta del Santo Padre il presidente Putin accetti di mettere in atto quello che il Papa gli ha chiesto. Io penso di sì» (SIR).
Il precedente del giugno 2025. Non è il primo colloquio tra i due. Il 4 giugno 2025, meno di un mese dopo l'elezione, Papa Leone XIV e Putin si erano sentiti per telefono. Secondo quanto riferito allora da Matteo Bruni, direttore della Sala Stampa, il Papa aveva rivolto un appello perché la Russia compisse «un gesto che favorisca la pace», sottolineando l'importanza del dialogo; si era parlato anche della situazione umanitaria, degli scambi di prigionieri e del lavoro svolto in questo ambito da Matteo Zuppi (Vatican News). Il Cremlino, nella sua nota, aveva definito la conversazione «costruttiva» (Cremlino).
Le relazioni diplomatiche. La Santa Sede e la Federazione Russa intrattengono piene relazioni diplomatiche dal 9 dicembre 2009, a livello di Nunziatura Apostolica e di Ambasciata (comunicato). La decisione era stata concordata il 3 dicembre 2009, durante l'udienza di Papa Benedetto XVI al presidente Dmitri Medvedev (Sala Stampa). In precedenza, dal 1990, le due parti avevano rapporti ufficiali a un livello inferiore.
Putin e i Papi. Putin è stato ricevuto due volte da Papa Giovanni Paolo II, nel 2000 e nel 2003; una volta da Papa Benedetto XVI, nel 2007; tre volte da Papa Francesco, nel 2013, nel 2015 e il 4 luglio 2019. Nei colloqui con Papa Francesco ricorrevano la pace in Medio Oriente e in Siria e, dal 2015, la crisi in Ucraina (Vatican News).
La missione di Zuppi e i bambini. Dopo l'invasione russa dell'Ucraina del 24 febbraio 2022, Papa Francesco affidò a Matteo Zuppi una missione di pace. Dal 28 al 30 giugno 2023 Zuppi fu a Mosca per individuare «iniziative umanitarie» capaci di aprire vie di pace: incontrò Yuri Ushakov, consigliere del presidente, Maria Lvova-Belova, commissaria per i diritti dei bambini, e il patriarca Kirill (comunicato). Al centro dei colloqui c'era la sorte dei bambini ucraini portati in Russia (Vatican News); Zuppi indicò come priorità il loro ritorno in Ucraina, «a partire dai più fragili» (Vatican News).
Una lettura. I fatti indicano una linea di continuità: la Santa Sede privilegia il canale umanitario (aiuti, prigionieri, bambini, civili) come via per tenere aperto il dialogo. La richiesta odierna di una tregua mirata per Oleshky si inserisce in questo solco. Resta da vedere se e come Mosca risponderà.
#LeoneXIV #Vaticano #Putin #Russia #Ucraina
Fonte: Sala Stampa della Santa Sede

