Papa Leone XIV, la Curia e l'eredità del Giubileo: nomine, regole e conti a consuntivo
Nuovi prefetti, lo IOR senza esclusiva, il nuovo Regolamento; e i 33,4 milioni di pellegrini dell'Anno Santo con le opere lasciate a Roma

Due cantieri hanno segnato i primi diciassette mesi di Papa Leone XIV: la Curia romana, che il Papa ha cominciato a rinnovare con tempi lunghi, e il Giubileo del 2025, indetto da Papa Francesco e chiuso dal suo successore il 6 gennaio 2026. Per entrambi le fonti ufficiali consentono ormai un primo bilancio.
Curia: le prime nomine. Nei mesi successivi all'elezione, l'8 maggio 2025, la Curia è rimasta in larga parte quella ereditata da Papa Francesco. La prima nomina è del 22 maggio 2025: Tiziana Merletti, religiosa delle Suore Francescane dei Poveri, segretario del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica (Vatican News). Il 26 settembre 2025 Papa Leone XIV ha affidato il Dicastero per i Vescovi, che aveva guidato da cardinale dal gennaio 2023, a Filippo Iannone, carmelitano, fino ad allora prefetto dei Testi Legislativi, nominandolo anche presidente della Pontificia Commissione per l'America Latina (Sala Stampa). Ai Testi Legislativi è arrivato il 25 marzo 2026 l'australiano Anthony Randazzo, finora vescovo di Broken Bay, con il titolo personale di arcivescovo (Sala Stampa); il 30 giugno Marco Mellino ne è diventato segretario.
Curia: Carità e Segreteria di Stato. Il 12 marzo 2026 l'agostiniano spagnolo Luis Marín de San Martín, sottosegretario della Segreteria Generale del Sinodo, è stato nominato elemosiniere e prefetto del Dicastero per il Servizio della Carità, al posto di Konrad Krajewski, divenuto arcivescovo di Łódź (Vatican News). Il 30 marzo Paolo Rudelli, nunzio in Colombia, è diventato sostituto per gli Affari Generali al posto di Edgar Peña Parra, inviato nunzio in Italia e San Marino in luogo di Petar Rajič, a sua volta nominato prefetto della Casa Pontificia (Sala Stampa). Già il 19 novembre 2025 era stato nominato assessore il nigeriano Anthony Onyemuche Ekpo (Sala Stampa).
Curia: donne alla guida dei dicasteri. A giugno 2026 Maria Montserrat Alvarado, presidente e direttore operativo di EWTN News, è stata nominata prefetto del Dicastero per la Comunicazione dal 1° novembre, al posto di Paolo Ruffini: secondo Vatican News è la prima donna non religiosa a guidare un dicastero (Vatican News). Il 30 giugno Alessandra Smerilli, salesiana, è diventata prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale al posto di Michael Czerny, con Fabio Baggio pro-prefetto e Jozef Barlaš segretario, dal 1° settembre (Vatican News). L'8 ottobre Mary Teresa Barron, già presidente della UISG, è stata nominata segretario aggiunto del Dicastero per l'Evangelizzazione e presidente delle Pontificie Opere Missionarie, dal 4 gennaio 2027 (Vatican News).
Curia: le norme. Con il motu proprio Coniuncta cura, firmato il 29 settembre 2025 e in vigore dal 6 ottobre, il Papa ha abrogato il rescritto del 23 agosto 2022 che dava allo IOR la competenza esclusiva sulla gestione patrimoniale: l'APSA si serve «generalmente» della struttura dello IOR, salvo che il Comitato per gli investimenti ritenga «più efficiente o conveniente» ricorrere a intermediari di altri Stati (Sala Stampa). Il 23 novembre 2025 ha firmato il nuovo Regolamento generale della Curia romana e il Regolamento del personale, che sostituiscono il testo del 1999 e attuano la costituzione Praedicate Evangelium (Vatican News).
Curia: la linea. Secondo Vatican News, le scelte rispondono a quanto Papa Leone XIV aveva detto alla giornalista Elise Allen: proseguire sulla strada di Papa Francesco affidando a donne ruoli di guida. Con Smerilli e, dal 1° novembre, Alvarado, i prefetti donna salgono a tre, insieme a Simona Brambilla, nominata da Papa Francesco. Pesano anche l'esperienza diplomatica (Rudelli, Peña Parra, Rajič) e quella canonistica (Iannone, Randazzo). Intanto George Jacob Koovakad, cardinale e prefetto del Dicastero per il Dialogo Interreligioso, è nel Regno Unito per incontri con induisti, giainisti e sikh: la Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles indica il 16-22 ottobre, Vatican News scrive che è a Londra dal 13 ottobre (CBCEW, Vatican News). Non ci sono annunci ufficiali su accorpamenti di dicasteri.
Giubileo: i pellegrini. Il bilancio dell'Anno Santo è stato presentato il 5 gennaio 2026 nella Sala Stampa della Santa Sede. Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l'Evangelizzazione, ha comunicato 33.475.369 pellegrini da 185 Paesi, contro una previsione di circa 31 milioni dell'Università Roma Tre, e 35 «grandi eventi» (Vatican News). L'agenzia SIR, sulla stessa conferenza, parla di una stima tra 33,4 e 33,8 milioni entro la chiusura e di una media di 90.400 presenze al giorno; secondo gli stessi dati il 62,63% è arrivato dall'Europa e il 16,54% dall'America del Nord, con l'Italia prima (36,34%) davanti a Stati Uniti (12,57%) e Spagna (6,23%) (AgenSIR). Fisichella ha ricordato 5.000 volontari per tutto l'anno e 2.000 dell'Ordine di Malta; Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, 580.000 interventi del 118 e 1.600.000 accessi al pronto soccorso.
Giubileo: opere e costi. Roberto Gualtieri, sindaco di Roma e Commissario straordinario di Governo, ha indicato 332 interventi, di cui 204 conclusi o parzialmente conclusi, e 110 completati sui 117 del primo Dpcm (commissari.gov.it). «Sono stati investiti oltre 1,7 miliardi di euro e il 75% delle risorse è già stato utilizzato», riporta il Comune (Roma Capitale); l'ANSA scrive invece di una spesa al 70%, mentre Commissario e ANSA concordano su circa il 90% per gli interventi indifferibili (ANSA). La Santa Sede non ha diffuso un bilancio economico delle proprie spese.
Giubileo: cosa resta. Gualtieri ha citato i premi a piazza Pia (The Plan Award 2025) e al percorso di Monte Ciocci (European Green Award 2025), le tensostrutture per oltre 900 persone senza dimora e il progetto «Fratelli Tutti» con i detenuti (AgenSIR). Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha descritto il «metodo Giubileo» come quello di «un'amministrazione statale che deve coordinare e non dirigere altre amministrazioni», da riproporre a partire dall'ottavo centenario della morte di san Francesco d'Assisi. Per Fisichella l'Anno Santo ha raggiunto l'obiettivo della bolla Spes non confundit: «essere per tutti occasione di rianimare la speranza».
In sintesi. Da un lato una Curia che cambia per nomine e regolamenti, dentro l'impianto di Praedicate Evangelium; dall'altro un Giubileo che ha superato le previsioni e lascia a Roma opere e un modello di collaborazione tra istituzioni. Restano da conoscere un dato definitivo dei pellegrini dopo il 6 gennaio, un rendiconto delle spese della Santa Sede e il consuntivo finale delle opere.
Fonti: Sala Stampa della Santa Sede, Vatican News, Roma Capitale, Commissario straordinario, ANSA, AgenSIR, CBCEW.
#LeoneXIV #Vaticano
Fonte: Sala Stampa della Santa Sede

