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Leone XIV e l'intelligenza artificiale: dal nome a Magnifica humanitas, fino alla risposta di Nvidia

Dal discorso ai cardinali del 2025 all'enciclica e allo scambio con Jensen Huang: il tema che segna il pontificato

15 ottobre 2026 alle ore 10:41
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Immagine illustrativa: Leone XIV e l'intelligenza artificiale
Immagine illustrativa: Leone XIV e l'intelligenza artificiale

Il nome. Il filo comincia il 10 maggio 2025, due giorni dopo l'elezione. Nel discorso al Collegio Cardinalizio Leone XIV ha spiegato la scelta del nome: «Diverse sono le ragioni, però principalmente perché il Papa Leone XIII, con la storica Enciclica Rerum novarum, affrontò la questione sociale nel contesto della prima grande rivoluzione industriale; e oggi la Chiesa offre a tutti il suo patrimonio di dottrina sociale per rispondere a un'altra rivoluzione industriale e agli sviluppi dell'intelligenza artificiale, che comportano nuove sfide per la difesa della dignità umana, della giustizia e del lavoro». È il testo ufficiale pubblicato dalla Santa Sede.

L'enciclica. Un anno dopo, il tema è diventato il primo grande documento del pontificato. La Lettera Enciclica Magnifica humanitas, «sulla custodia della persona umana nel tempo dell'intelligenza artificiale», è stata firmata il 15 maggio 2026, nel 135° anniversario della Rerum novarum, e pubblicata il 25 maggio, come indica il Bollettino della Sala Stampa. È la prima enciclica di Leone XIV. Il richiamo a Leone XIII è esplicito: «Se a suo tempo Leone XIII parlava di "nuove questioni" (rerum novarum), oggi non possiamo semplicemente ripetere i suoi preziosi insegnamenti, ma dobbiamo chiedere a Dio la saggezza per interpretare le grandi tendenze del nostro tempo, in particolare i progressi della tecnica» (n. 4).

I contenuti. Il terzo capitolo, «Tecnica e dominio. La grandezza della persona umana davanti alle promesse dell'IA», riprende la critica al «paradigma tecnocratico» già formulata da Papa Francesco. Secondo la sintesi di Vatican News, il testo afferma che l'IA può imitare e simulare la persona ma non possiede coscienza morale, chiede responsabilità chiare in ogni fase dello sviluppo, controlli indipendenti ed educazione degli utenti, e avverte contro la concentrazione del potere tecnologico nelle mani di pochi. Altri capitoli trattano verità e democrazia, educazione, dignità del lavoro nella transizione digitale e uso dell'IA negli armamenti. Secondo NBC News, il Papa ha presentato l'enciclica di persona in un evento in Vaticano insieme a Christopher Olah, cofondatore di Anthropic.

La conferenza stampa. Il 28 settembre 2026, sul volo di ritorno da Metz al termine del viaggio di quattro giorni in Francia, il Papa ha risposto a una domanda sui rischi catastrofici dell'IA. La trascrizione è stata diffusa da ZENIT; le frasi sono riportate anche da Reuters, NBC News e Axios. «Se qualcuno mi chiedesse se sono nel panico, no, non lo sono. La notte dormo», ha detto. «Penso però che le preoccupazioni sollevate da molti esperti, specialisti di IA, vadano prese sul serio. Non credo che siano fake news, come alcuni hanno detto per trarne un vantaggio economico o di altro tipo». Secondo Reuters e Axios, le parole sono state lette come una presa di distanza dal presidente Donald Trump, che aveva definito una «bufala» i timori sui pericoli dell'IA.

Nvidia. Nella stessa risposta il Papa ha citato l'amministratore delegato di Nvidia, Jensen Huang, senza nominarlo: «Proprio oggi ho letto che il capo di Nvidia sostiene di aver trovato il modo di inserire nell'IA certi argini, se vogliamo, o limiti». E ha aggiunto: «È lo stesso, però, che dice che non ci devono essere limiti né regolamentazione da parte dei governi». Poi l'invito: «È un problema su cui credo dobbiamo sederci e parlare». Il Papa ha ricordato che il Vaticano ha istituito una propria commissione sull'intelligenza artificiale e che dopo Magnifica humanitas sono arrivati molti contatti. L'obiettivo, ha detto, è «promuovere il dialogo, lo studio, la ricerca, per trovare il modo di far sì che l'IA non arrivi a un punto in cui possa distruggere l'umanità». Si è detto «relativamente ottimista».

La risposta di Huang. Il 14 ottobre Huang ha risposto in un'intervista a Fortune. «Sta ponendo tutte le domande giuste, e sta riflettendo su tutte le questioni giuste», ha detto del Papa. Ma ha difeso l'azienda: «Non sono sicuro di cosa intendesse, ma i fatti dicono che pochi stanno facendo quanto noi per far progredire la sicurezza dell'IA in un modo che aiuti l'intera industria». Huang ha citato le tecnologie di sicurezza open source di Nvidia e il lavoro su audit, governance e standard. «Possiamo sempre parlare di incidenti ipotetici che non sono avvenuti, ma da ingegneri dovremmo sviluppare tecnologie, metodi e pratiche per affrontare gli incidenti che sono avvenuti», ha aggiunto. E ha indicato un terreno comune: «Tutti teniamo alla stessa cosa: un futuro ottimista in cui questa tecnologia abbia un grande impatto positivo sulla società, con grande responsabilità, sicurezza e trasparenza nel rendere conto». Fortune ricorda che Huang aveva detto a CBS News di concordare con Trump sul fatto che i timori per la sicurezza dell'IA siano esagerati. Nell'intervista non ha cambiato posizione sulla regolamentazione.

Il quadro. Dal nome all'enciclica, fino al confronto pubblico con il più grande produttore di chip per l'IA, l'intelligenza artificiale resta il tema che Leone XIV ha messo al centro del pontificato. La Santa Sede non ha commentato l'intervista di Huang. Il Papa è ricoverato al Policlinico Gemelli dopo l'intervento del 13 ottobre.

Fonte: Santa Sede – Lettera Enciclica Magnifica humanitas

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