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La Chiesa· Reportage originale

Vesco: in Algeria la Chiesa «non esiste per convertire»

Intervista CathoBel: fraternità, non proselitismo; tono neutro sulle citazioni

29 ottobre 2026 alle ore 00:35
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Vesco: in Algeria la Chiesa «non esiste per convertire»

Il cardinale Jean-Paul Vesco OP, arcivescovo di Algeri, in un’intervista a CathoBel (Christophe Herinckx, 23 ottobre 2026) ha descritto la Chiesa cattolica in Algeria come parte del popolo, non come forza di proselitismo.

«Nous sommes l’Église de ce peuple. Pas une Église prosélytisante, pas une Église là pour convertir, mais une Église qui aspire à être l’un des éléments de ce peuple.» («Siamo la Chiesa di questo popolo. Non una Chiesa che fa proselitismo, non una Chiesa che esiste per convertire, bensì una Chiesa che aspira a essere una delle componenti di questo popolo.»)

Tra le religioni monoteiste, ha aggiunto, il proselitismo è «veleno», perché implica considerare falsa la religione dell’altro. Ha posto l’alternativa tra vedersi come «fortezza assediata» e scegliere la fraternità, «la sola opzione che valga la pena».

Nello stesso colloquio ha detto che «la forza di Francesco era la sua imprevedibilità e la forza di Leone è la sua prevedibilità», e ha riflettuto sulla visita di Leone XIV in Algeria (13–15 aprile 2026), sottolineando il valore di seminare dialogo e speranza piuttosto che misurare i «risultati» per la Chiesa.

Il dibattito su evangelizzazione e proselitismo resta aperto da anni: altre voci (tra cui il card. Sarah e mons. Barron, citate in rassegne successive) insistono sul mandato missionario e sulla conversione come parte dell’annuncio. Qui si riporta quanto detto da Vesco, senza giudizio.

Fonti: CathoBel, Advaticanum (28 ottobre 2026).

#LeoneXIV #Vaticano

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