Indiscrezioni sulla salute dei Papi: quando le voci vengono smentite
Dalla smentita sull’immunoterapia di Leone XIV (25 ottobre 2026) ai precedenti: EEG di Giovanni Paolo II, «tumore al cervello» di Francesco, voci su Benedetto XVI, false morti al Gemelli nel 2025

Non è la prima volta che sulla salute di un Papa circolano ricostruzioni senza conferma ufficiale. Il 25 ottobre 2026 fonti vaticane, citate da Adnkronos e Tgcom24, hanno smentito le voci secondo cui Papa Leone XIV dovrebbe sottoporsi a immunoterapia. Non dovrà farlo. Resta valida la comunicazione dei medici Luigi Carbone e Stefano Margaritora del 21 ottobre: adenocarcinoma polmonare localizzato, «non è necessaria alcuna ulteriore terapia».
Due giorni prima, il 23 ottobre, la corrispondente vaticana di GloboNews Mirticeli Medeiros aveva attribuito a fonti del Policlinico Gemelli l’ipotesi di un’immunoterapia preventiva — con riferimento a pembrolizumab — per almeno tre anni (G1). La ricostruzione contraddiceva già allora la nota ufficiale. Ne abbiamo scritto nella smentita di oggi e nella cronologia aggiornata dalla chirurgia al Gemelli.
La salute del Pontefice è da sempre un terreno fertile per indiscrezioni: in occasione di malattie, interventi o Sinodi, «fonti» anonime e ricostruzioni non verificate si moltiplicano. Il percorso tipico è noto — voce, smentita della Sala Stampa o dell’entourage, poi i fatti, oppure il silenzio. Alcuni episodi degli ultimi vent’anni aiutano a collocare quella di oggi.
Aprile 2005: l’«elettroencefalogramma piatto» di Giovanni Paolo II.
Il 1° aprile 2005, mentre Giovanni Paolo II era in condizioni gravissime nel Palazzo Apostolico, l’agenzia Adnkronos — senza fonte nominata — riferì che un monitor cerebrale sul Papa sarebbe «andato piatto», cioè senza attività elettrica. Altre voci dello stesso giorno parlarono di coma. Un alto funzionario vaticano ribatté che il Papa era ancora vivo e che nell’appartamento pontificio non c’era alcun dispositivo di monitoraggio di quel tipo; l’ANSA confermò l’assenza di un EEG. I bollettini ufficiali di Joaquín Navarro-Valls descrivevano una situazione «molto grave», ma le affermazioni su EEG piatto e coma non furono mai confermate e furono contraddette in tempo reale (Al Jazeera; Tgcom24; ABC). Giovanni Paolo II morì il giorno dopo, il 2 aprile: la decadenza clinica era reale e pubblicamente comunicata; false erano le ricostruzioni specifiche sull’EEG e sul coma.
Ottobre 2015: il «tumore al cervello» di Francesco.
Il 21 ottobre 2015, durante il Sinodo sulla famiglia, Quotidiano Nazionale scrisse che Papa Francesco avrebbe avuto un piccolo tumore cerebrale «curabile» e che un neurochirurgo giapponese, Takanori Fukushima, lo avrebbe visitato in segreto, con elicottero in Vaticano. Lo stesso giorno il direttore della Sala Stampa, padre Federico Lombardi, pubblicò un bollettino ufficiale: dopo verifiche anche con il Santo Padre, nessun medico giapponese aveva visitato il Papa, non c’erano stati esami di quel tipo, non erano arrivati elicotteri esterni nemmeno a gennaio, e il Papa era in buona salute. Lombardi definì la pubblicazione «un grave atto di irresponsabilità». Anche la parte di Fukushima negò di aver mai esaminato il Pontefice (BBC; AP; Reuters). Resta uno dei modelli più netti di smentita ufficiale, punto per punto, di un’indiscrezione medica.
2017-2019: tre voci su Benedetto XVI.
A metà ottobre 2017 sui social circolò una frase attribuita all’arcivescovo Georg Gänswein che dipingeva Benedetto XVI come prossimo alla morte — «come una candela che si spegne» —, alimentando voci di agonia. Gänswein rispose che la formulazione in circolazione era «pura invenzione… falsa e sbagliata». Il direttore della Sala Stampa Greg Burke pubblicò lo stesso giorno una foto di Benedetto in piedi con visitatori (Catholic Herald; La Stampa / Vatican Insider).
Nel febbraio 2018 il settimanale tedesco Neue Post citò il fratello di Benedetto, mons. Georg Ratzinger, a proposito di una malattia nervosa che lo avrebbe paralizzato lentamente, con il rischio di arrivare al cuore. Il 15 febbraio la Sala Stampa dichiarò false le notizie su una malattia paralizzante o degenerativa: a quasi 91 anni Benedetto sentiva «il peso degli anni», cosa normale (NCR; AP).
Nel giugno 2019 circolarono voci di un’ischemia o di un ictus lieve. Alessandro Gisotti, ad interim alla Sala Stampa, le definì false. Pochi giorni prima, il 2 giugno, Papa Francesco — di ritorno dalla Romania — aveva descritto Benedetto come lucido, con problemi al ginocchio, non alla testa (Catholic Herald; Catholic World Report).
2021: dopo l’intervento al colon, la «brezza» delle dimissioni.
Il 4 luglio 2021 Francesco fu operato per diverticolite; vennero asportati circa 33 centimetri di intestino. Nei mesi successivi, ogni volta che si parlava della sua salute, la stampa italiana riprendeva ipotesi di rinuncia. Il 1° settembre, a Radio COPE, il Papa rispose: «Sono ancora vivo»; sulla rinuncia: «Non mi è mai passato per la testa». Aggiunse che, quando un Papa sta male, c’è sempre «una brezza o un uragano di conclave» (Vatican News). Non era una falsa diagnosi medica, ma una smentita chiara e documentata di una voce legata alla salute.
2025: al Gemelli, false morti e speculation sulle dimissioni.
Tra febbraio e marzo 2025, mentre Francesco era ricoverato al Gemelli per una polmonite bilaterale (dal 14 febbraio), circolarono screenshot e post che fingevano annunci di morte da parte di Vatican News. Account social ripetirono più volte la notizia falsa; alcuni video di cospirazionismo pretendonovano di «provare» che fosse già morto. I fact-checker e la redazione di Vatican News chiarirono che gli screenshot non provenivano dagli account ufficiali. Il cardinale Pietro Parolin, al Corriere della Sera, definì «speculazioni infondate» i discorsi di rinuncia; il cardinale Víctor Manuel Fernández aggiunse che non aveva senso fare pressione in quel senso. Il Vaticano diffuse anche un messaggio audio del Papa dall’ospedale, che ringraziava per le preghiere — letto anche come risposta indiretta ai falsi annunci di morte (Vatican News; The Guardian; PolitiFact). La malattia era reale e grave; false erano le notizie di morte e le trame di rinuncia.
Cosa è solido e cosa no.
Nei casi ricordati emergono due livelli. Da un lato restano i comunicati ufficiali, i bollettini medici firmati, le smentite nominate della Sala Stampa. Dall’altro — «fonti del Gemelli» anonime, screenshot di account non ufficiali, frasi attribuite e poi smentite — conviene trattare con cautela finché non arriva una conferma. Segnalare una voce quando emerge è una cosa; farla passare per notizia accertata è un’altra.
Tornando a oggi.
In oncologia, per alcuni adenocarcinomi polmonari l’immunoterapia può effettivamente essere indicata, a seconda dello stadio e dei biomarcatori. Quella possibilità clinica può spiegare perché ricostruzioni speculative abbiano «tirato» verso l’immunoterapia. Nel caso di Leone XIV, però, la valutazione oncologica dei medici nominati — e le fonti vaticane citate il 25 ottobre — hanno detto che non è necessaria. Il quadro ufficiale resta quello: smentita e cronologia.
Fonti: Adnkronos, 25.10.2026 · Tgcom24 · nota medici 21.10.2026 · G1 / Medeiros, 23.10.2026 · Sala Stampa Lombardi, 21.10.2015 · Vatican News / COPE 2021 · Vatican News / Parolin 2025
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