Il primo Angelus di Papa Leone XIV dopo il Gemelli: il grazie per le preghiere, la vicinanza ai malati e «un Dio che non teme la storia»
Davanti a circa 15mila fedeli il Papa ha ringraziato per le preghiere e annunciato che riprenderà «gradualmente» le sue attività. Il commento al Vangelo e la 100ª Giornata Missionaria Mondiale

Papa Leone XIV è tornato alla finestra. Alle 12 di oggi, XXIX Domenica del Tempo Ordinario, si è affacciato dallo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli e i pellegrini in Piazza San Pietro: il primo dopo il ricovero al Policlinico Gemelli. Ha ringraziato quanti hanno pregato per lui, ha parlato della sua vicinanza ai malati e ha annunciato che riprenderà «gradualmente» le sue attività.
Il contesto: il rientro in Vaticano
Ieri, sabato 17 ottobre, Papa Leone XIV ha lasciato il Policlinico Universitario Agostino Gemelli ed è rientrato in Vaticano, dopo l'intervento al polmone di martedì 13 ottobre. Nel comunicato B0819 la Sala Stampa della Santa Sede aveva annunciato che oggi il Papa avrebbe recitato l'Angelus dal Palazzo Apostolico.
Circa 15mila fedeli in piazza
In Piazza San Pietro erano presenti «circa 15mila fedeli che manifestano la vicinanza al Papa», riferisce Vatican News, che descrive una piazza «gremita di fedeli» dove «si percepisce l'affetto per il Papa». Secondo TV2000, un caloroso applauso ha accolto le prime parole del Papa: «Cari fratelli e sorelle, buona domenica!».
Il grazie e la vicinanza ai malati
Dopo la preghiera mariana Papa Leone XIV ha detto: «Desidero ringraziare tutti coloro che in questi giorni hanno pregato per me. Ho sentito davvero il vostro sostegno, grazie!». E ancora: «Particolare riconoscenza esprimo ai medici, agli infermieri e a tutto il personale del Policlinico “Gemelli”». Poi una confidenza: «Questa esperienza mi ha fatto provare in modo particolare la vicinanza a quanti attraversano la malattia e una condizione di infermità».
La ripresa graduale delle attività
«Superata questa fase delicata, come sapete adesso riprenderò gradualmente le mie attività, sempre con l’aiuto di Dio e delle vostre preghiere», ha detto il Papa, prima del saluto finale: «Grazie ancora, grazie a tutti e buona domenica!». Il calendario dei prossimi impegni pubblici non è ancora stato comunicato dalla Sala Stampa; il viaggio apostolico in Uruguay, Argentina e Perù dal 6 al 17 novembre resta da confermare ufficialmente (il nostro articolo).
Il Vangelo: «Rendete a Cesare» (Mt 22,15-21)
Commentando il Vangelo del giorno, Papa Leone XIV ha ricordato che la risposta di Gesù ai farisei «è astuta, perché lo tiene fuori dalla trappola e smaschera l’ipocrisia di chi vuol farlo cadere». E ha spiegato: «In Gesù contempliamo un Dio che non teme la storia e viene invece ad abitarla. Il suo Regno non toglie le cariche e le responsabilità umane. Chiede però di vivere senza compromessi, liberi da cattive ambizioni e ingiusti interessi, anteponendo a tutto il Regno di Dio e la sua giustizia». La conclusione: «è proprio questo il profilo di chi “rende a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”: essere veritieri, senza soggezione e ipocrisia, liberi per il bene. Preghiamo il Signore che ci aiuti ad essere così».
La 100ª Giornata Missionaria Mondiale
Dopo l'Angelus il Papa ha ricordato che «oggi si celebra la centesima Giornata Missionaria Mondiale. Pensiamo a quanta storia missionaria in questi cento anni! Preghiamo perché la Chiesa sia sempre fedele al mandato del Signore risorto: “Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura” (Mc 16,15)».
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Fonti: Bollettino B0820 · vatican.va · Vatican News
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Fonte: Sala Stampa della Santa Sede

