Papa Leone XIV e il mondo ebraico, da Nostra aetate all'American Jewish Committee
A sei giorni dal 61° anniversario della Dichiarazione conciliare, il Papa ripete davanti alla delegazione americana le parole del 29 ottobre 2025: «la Chiesa non tollera l'antisemitismo e lo combatte, a motivo del Vangelo stesso»

Papa Leone XIV ha ricevuto questa mattina nella Sala del Concistoro una delegazione dell'American Jewish Committee e ha ripetuto una frase che aveva già pronunciato un anno fa: la Chiesa non tollera l'antisemitismo e lo combatte, «a motivo del Vangelo stesso». L'udienza cade a sei giorni dal 28 ottobre, anniversario di Nostra aetate, la Dichiarazione del Concilio Vaticano II che, per la parte sull'ebraismo, lo stesso Papa ha definito «un punto di non ritorno».
Il punto di partenza: Nostra aetate n. 4. La Dichiarazione sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane fu promulgata da Papa Paolo VI il 28 ottobre 1965 («Roma, presso San Pietro, 28 ottobre 1965»). Il quarto capitolo è dedicato all'ebraismo. Vi si legge che la Chiesa, «memore del patrimonio che essa ha in comune con gli Ebrei, e spinta non da motivi politici, ma da religiosa carità evangelica, deplora gli odi, le persecuzioni e tutte le manifestazioni dell'antisemitismo dirette contro gli Ebrei in ogni tempo e da chiunque». E ancora: «gli Ebrei tuttavia non devono essere presentati come rigettati da Dio, né come maledetti, quasi che ciò scaturisse dalla sacra Scrittura».
Papa Leone XIV ha dato a quel capitolo un peso preciso. Il 28 ottobre 2025, nell'Aula Paolo VI, all'incontro «Camminando insieme nella speranza» per il sessantesimo anniversario, ha detto: «il quarto capitolo, dedicato all'ebraismo, è il cuore e il nucleo generativo dell'intera Dichiarazione».
29 ottobre 2025: «La Chiesa non tollera l'antisemitismo». Il giorno dopo, l'Udienza generale in Piazza San Pietro fu dedicata a Nostra aetate e al dialogo interreligioso. Dopo aver citato il n. 4 della Dichiarazione, il Papa disse: «Da allora, tutti i miei predecessori hanno condannato l'antisemitismo con parole chiare. E così anch'io confermo che la Chiesa non tollera l'antisemitismo e lo combatte, a motivo del Vangelo stesso». Nella stessa catechesi aggiunse: «Anche oggi non dobbiamo permettere che le circostanze politiche e le ingiustizie di alcuni ci distolgano dall'amicizia, soprattutto perché finora abbiamo realizzato molto».
Gli altri gesti. Nel telegramma al rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni per le festività d'autunno del 2025 (22 settembre), il Papa ricordava «con gratitudine» la sua presenza «per l'inizio del mio ministero petrino», il 18 maggio 2025. Il 15 giugno 2026 ha ricevuto una delegazione della United Jewish Appeal-Federation of New York e ha ricordato che Nostra aetate «took a firm stand against antisemitism» («ha preso una posizione ferma contro l'antisemitismo», traduzione nostra). L'11 settembre 2026, in un nuovo telegramma a Di Segni per Rosh Ha-Shanah, Yom Kippur e Sukkot, ha chiesto «all'Eterno che ci conceda di crescere nell'amicizia reciproca, nella nostra città di Roma e nel mondo».
Oggi: l'American Jewish Committee. Il saluto di oggi, pronunciato in inglese e ora pubblicato su vatican.va anche in traduzione italiana, si apre con un richiamo alla data: il 22 ottobre la Chiesa ricorda Papa Giovanni Paolo II, che nel 1995, rivolgendosi al Consiglio di Amministrazione dello stesso Committee, aveva osservato che «il dialogo tra Cristiani ed Ebrei [...] deve trovare eloquente espressione nella vita di entrambe le comunità». Papa Leone XIV ha indicato i compiti comuni: l'amicizia tra le due comunità chiama «a difendere la dignità umana, a servire i poveri, a proteggere la libertà religiosa e a promuovere la giustizia e la pace». E ha aggiunto: «Essenziale per questo impegno è il rifiuto di ogni forma di odio religioso ed etnico e di discriminazione».
Poi la citazione di se stesso, dall'Udienza del 29 ottobre 2025, e un passaggio nuovo: «Le diversità di opinione, per quanto profonde, non devono mai dare vita a pregiudizio e ostilità, che minano le fondamenta morali della nostra società». Il Papa ha chiuso con una promessa di preghiera e con un «Shalom!». Secondo Vatican News, la delegazione contava una quarantina di membri.
Il filo. Nostra aetate ha condannato l'antisemitismo nel 1965 e, come ha ricordato lo stesso Papa, da allora «tutti i miei predecessori» lo hanno fatto «con parole chiare». Papa Leone XIV ha formulato la sua condanna il 29 ottobre 2025 e oggi l'ha ripetuta, con le stesse parole, davanti all'American Jewish Committee. Mercoledì 28 ottobre Nostra aetate compie 61 anni.
La nostra flash di oggi:
vaticanreport.com/flash/91e05a23-5095-4aab-ae32-051df4fd22e4?lang=it
Fonti: Bollettino B0826 · Saluto all'American Jewish Committee (vatican.va, traduzione italiana) · testo originale inglese · Vatican News · Nostra aetate · Udienza generale del 29 ottobre 2025 · Discorso del 28 ottobre 2025 · Telegramma del 22 settembre 2025 · Udienza alla UJA-Federation of New York, 15 giugno 2026 · Telegramma dell'11 settembre 2026
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Fonte: Sala Stampa della Santa Sede

