Leone XIV sull'IA: «Il suo futuro dipende dalle scelte che facciamo»
Udienza ai partecipanti all'incontro della Pontificia Accademia per la Vita e del Future of Life Institute. L'appello agli Stati: passi concreti per vietare le armi autonome letali.

Leone XIV ha ricevuto questa mattina, nel Palazzo Apostolico Vaticano, i partecipanti all'incontro promosso dalla Pontificia Accademia per la Vita e dal Future of Life Institute: «Il futuro dell'IA: un dialogo tra il Vaticano e il mondo scientifico sugli sviluppi e le applicazioni delle tecnologie intelligenti». Il Papa ha parlato in inglese; le citazioni in italiano sono nella versione di Vatican News.
Il futuro non è scritto. «Il futuro dell'intelligenza artificiale non è predeterminato. In quanto tecnologia sviluppata da esseri umani, il suo futuro dipende dalle scelte che facciamo. Abbiamo quindi la responsabilità di guidare, cambiare e, quando necessario, rifiutare le sue applicazioni». La domanda decisiva, ha detto, non è soltanto che cosa possa fare l'IA, ma a quale scopo debba servire.
Strumenti, non persone. Richiamando l'enciclica Magnifica Humanitas, il Papa ha ricordato che «le macchine sono strumenti, non persone», e ha messo in guardia dall'attribuire all'IA diritti o personalità giuridica.
Decisioni da non delegare. «Le decisioni che riguardano la vita umana, la libertà e l'uso della forza devono sempre rimanere soggette a una supervisione umana efficace, informata e responsabile». Leone XIV ha incoraggiato gli Stati che si riuniranno a Ginevra a novembre «a compiere passi concreti verso la messa al bando delle armi autonome letali». Secondo Vatican News si tratta della settima Conferenza di revisione della Convenzione su certe armi convenzionali, dal 16 al 20 novembre al Palazzo delle Nazioni. Il Papa ha ricordato anche le parole di Francesco al G7 del 14 giugno 2024: nessuna macchina dovrebbe mai scegliere di togliere la vita a un essere umano.
Bene comune e istituzioni. Le tecnologie, ha detto, devono essere orientate al bene comune e non servire soltanto gli interessi di pochi privilegiati. Servono istituzioni, in particolare internazionali, capaci di mettere in pratica questi principi, con norme condivise, controlli indipendenti e chiari meccanismi di responsabilità.
Fonti: Sala Stampa della Santa Sede (Bollettino), vatican.va (testo inglese), Vatican News
Fonte: Vatican News

